Claudio Mutti, Pittura e alchimia, pp. 64, 5,20  ESAURITO
Mutti passa in rassegna i principali affreschi del Parmigianino, decifrandoli secondo il codice del simbolismo ermetico. Viene in tal modo fornita la chiave necessaria per intendere il significato di un'opera pittorica che presenta caratteristiche enigmatiche, al pari, d'altronde, di gran parte della pittura cinquecentesca: come ad esempio l'opera del Correggio, maestro del Parmigianino, cui il libretto opportunamente dedica un paragrafo (…) Liquidati dal Vasari come "continovi ghiribizzi di strane fantasie", gl'interessi ermetici del Parmigianino erano stati finora trascurati dagli storici dell'arte; finalmente l'attenzione degli studiosi viene indirizzata, da una ricerca pionieristica e non conformista, verso una dottrina (quella ermetica) che per tutto il Cinquecento condizionò gran parte della produzione artistica europea. ("Il menabò", III, 20-22, febbraio-aprile 1986)
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