Antonino De Stefano
L'idea imperiale di Federico II, 1978, pp. 262
Saggio introduttivo di Claudio Mutti su “La teocrazia imperiale di Federico II”

Salutiamo con qualche commozione il "ritorno" di questa vecchia opera, da tempo scomparsa dal commercio, seminattingibile attraverso il mercato antiquario e neppure presente in troppo pubbliche biblioteche. Nel generale risveglio d'interessi per il grande imperatore svevo, puntualmente colto dall'industria editoriale, mancava questo lavoro che, a dispetto delle sue molte primavere, mantiene ancora intatto parecchio del suo valore. Ed è interessante che a riproporlo sia un piccolo editore che non agisce evidentemente a scopo di lucro, in quella Parma che "da sempre" è patria di stampatori oltre che d'amatori di musica lirica e di gastronomi d'alto rango. Infatti, il piccolo De Stefano è, letteralmente, un prodotto ancora ghiotto per quanto invecchiato, o appunto perché invecchiato; roba parmigiana, insomma. Interessante anche il saggio introduttivo del nuovo editore, ricco di spunti e di polemiche anche appassionate, che unisce a un simpatico tono "provinciale" nel senso migliore del termine --con quell'eleganza e quel sapore che sanno avere le cose di Parma, le alimentari e le culturali non meno delle musicologiche - una serie di stimolanti aperture comparativistiche, specie sulla cultura islamica, che non è lecito sottovalutare. (Franco Cardini, "Antologia Vieusseux", aprile-giugno 1979)

NUOVA EDIZIONE: Con “Una nota sulla regalità sacra” di Franco Cardini, 1999

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