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Le modalità scandalose con cui si svolse il processo, l'oltraggio
che dovette subire Codreanu vennero raccontati dall'avvocato Horia
Cosmovici (uno dei difensori del Capitano) in un libro pubblicato
clandestinamente in Romania all'indomani del processo e contenente
il resoconto delle udienze. Ora questo eccezionale documento è
possibile leggerlo anche in italiano (
) Dalla sua lettura
risalta non solo l'ampiezza del progetto persecutorio, ma anche
l'abissale distanza morale che separa il Capitano dai suoi persecutori.
Codreanu è perfettamente consapevole che in quell'aula non
si cercherà la verità, che questa, già precostituita,
serve soltanto da pretesto per tenerlo in carcere e per colpire
attraverso di lui la Guardia di Ferro (
) La sua sorte è
segnata? Codreanu non sembra preoccuparsene: come ogni soldato politico
egli sa bene che il martirio, la prigione, la tortura, l'infamia
sono possibilità da mettere, per così dire, in bilancio,
soprattutto da chi come lui si propone obiettivi di rinascita spirituale
e di perfezione morale. È questa la premessa di ogni cambiamento
politico o istituzionale. È questo che ha continuamente insegnato
ai suoi nell'esaltante esperienza della Guardia di Ferro. (Aldo
Di Lello, "Secolo d'Italia", 12 maggio 1990)
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