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Queste Notes pour comprendre le siècle, che Adriano Romualdi
considerava come il "saggio più importante" di
Drieu, si aprono con un'entusiastica celebrazione del Medioevo,
visto come la primavera della civiltà europea. Diffamato
dagli illuministi come un periodo di mestizia e di mortificazione,
il Medioevo fu invece, secondo Drieu, l'epoca in cui l'uomo europeo
raggiunse il culmine della propria forza creatrice, realizzando
una perfetta armonia tra corpo e anima. (
) Secondo Tarmo Kunnas,
in questo libro Drieu "analizza molto profondamente" la
questione del rapporto anima-corpo: la separazione di queste due
realtà è sintomo di decadenza, perché l'uomo
è un essere totale. Lo studioso finlandese stabilisce quindi
una stretta connessione tra questa posizione (da lui definita "monista")
e l'adesione di Drieu al fascismo. ("Orion", 44, maggio
1988)
Il più organico tra gli scritti politici di un romanziere
che vide nel fascismo il punto di partenza per un ritorno al "cristianesimo
virile" del Medioevo. ("Librinovità per le biblioteche",
febbraio 1988)
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