Pierre Drieu La Rochelle, Appunti per comprendere il secolo, pp. 92, 10,50

Queste Notes pour comprendre le siècle, che Adriano Romualdi considerava come il "saggio più importante" di Drieu, si aprono con un'entusiastica celebrazione del Medioevo, visto come la primavera della civiltà europea. Diffamato dagli illuministi come un periodo di mestizia e di mortificazione, il Medioevo fu invece, secondo Drieu, l'epoca in cui l'uomo europeo raggiunse il culmine della propria forza creatrice, realizzando una perfetta armonia tra corpo e anima. (…) Secondo Tarmo Kunnas, in questo libro Drieu "analizza molto profondamente" la questione del rapporto anima-corpo: la separazione di queste due realtà è sintomo di decadenza, perché l'uomo è un essere totale. Lo studioso finlandese stabilisce quindi una stretta connessione tra questa posizione (da lui definita "monista") e l'adesione di Drieu al fascismo. ("Orion", 44, maggio 1988)

Il più organico tra gli scritti politici di un romanziere che vide nel fascismo il punto di partenza per un ritorno al "cristianesimo virile" del Medioevo. ("Librinovità per le biblioteche", febbraio 1988)

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