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Mattogno segue con attenzione le tappe involutive della società
italiana del secolo XVIII: da una analisi attenta delle istituzioni
tradizionali (
) l'autore registra le direttrici dell'assalto
ebraico-massonico alla società italiana, volto ad instaurare
un assetto adeguato all'espansione politica ed economica del modello
capitalista borghese. Il ruolo di centro diffusivo di idee strumentalmente
anti-assolutistiche, svolto dalla Massoneria e dai centri d'influenza
ebraici, viene esposto con grande attenzione attraverso la documentazione
di come i protagonisti del giacobinismo italiano e del "Risorgimento"
siano tutti, in qualche modo, riconducibili ad ambienti settari
di ispirazione massonica ed ebraica. La rivoluzione del secolo XIX,
ci spiega Mattogno, non fu pertanto in nulla nazionale, quanto funzionale
ad interessi di potenze straniere e gruppi di pressione sovranazionali.
Dall'interesse della Massoneria napoleonica a quella inglese, fino
alla brama di emancipazione dell'Ebraismo (
) la rivoluzione
borghese in Italia fu, negli obiettivi e nei metodi, radicalmente
antipopolare e scevra di ogni valore comunitario - presupposto essenziale,
questo, per ogni movimento di autentica liberazione nazionale. ("Libraria",
2, 2° semestre 1989)
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