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Costanzo Preve, La quarta
guerra mondiale, pp. 192, € 20,00
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La Quarta Guerra Mondiale è un libro che tutti dovrebbero
leggere, mentre paga l’isolamento in cui Preve è confinato: l’isolamento
eremitico della lotta tra fascismo ed antifascismo ad opera degli
“intellettuali Maginot”, lotta alla quale lui è del tutto estraneo
e disinteressato. Ma il risultato è quello della logica degli opposti
estremismi: il sistema si rafforza, e quasi nessuno legge i libri
di Preve. La Terza Guerra Mondiale termina con il rovesciamento della
così detta teoria della convergenza: i due sistemi rivali non si avvicinano
a poco a poco, ma uno dei due, il vincitore, il capitalista, si radicalizza
e vince proprio grazie alla propria radicalizzazione. Per capire la
vittoria degli Stati Uniti e la loro marcia sul mondo è necessario,
secondo Preve, capire il loro capitalismo, assoluto in quando tendente
alla conquista assoluta dl mondo, ma nel contempo flessibile e rivoluzionario.
Senza più classi sociali, e dunque pericolosissimo, perchè difficile
da individuare. Preve mette in luce giustamente come negli Stati Uniti
ci siano da sempre una borghesia ed un proletariato, una destra ed
una sinistra, un grosso apparato sindacale, ma come tutto ciò sia
stato, nel tempo (ed oggi ancora di più) irrilevante.La Terza Guerra
Mondiale termina senza sconfitti militari, in quanto gli sconfitti
sono implosi. L’URSS, infatti, secondo Preve, è scomparsa per il combinarsi
di tre fattori: la conversione al capitalismo dei nuovi ceti medi
(burocrati corrotti compresi), l’introduzione ingente di capitali
stranieri e l’apatia consolidata della classe operaia/proletaria,
ormai solo più formalmente base sociale di riferimento del sistema.
A tali fattori chi scrive ne aggiungerebbe un quarto, altrettanto
importante: l’essere riusciti Reagan e Bush padre a far credere all’incapace
Gorbaciov (futuro premio Nobel per la pace, nonché “colomba bianca”
della cinematografia hollywoodiana, e nel contempo formale responsabile
degli eccessi russi in Afghanistan, ma sono dettagli) di avere lo
scudo spaziale, in modo che l’URSS sottraesse ulteriormente soldi
al sociale per implementare la ricerca militare (il tutto ad accordi
di disarmo conclusi e bilateralmente non rispettati). Ma se ci si
sofferma sulla prima causa dell’implosione, ossia la riconversione
dei nuovi ceti medi si nota che in realtà la l’URSS crolla a causa
di un lento e maestoso processo sociale e strutturale di dissolvimento
progressivo. E questo, avverte genialmente Preve, è spiegabile alla
luce di Marx (che esce dalla porta con la sconfitta di un sistema
formalmente a lui ispirato, ma ritorna dalla finestra come il fornitore
della chiave per interpretare tutto). E la Russia post sovietica si
riconverte proprio al capitalismo assoluto made in USA, non al capitalismo
europeo, quello con la borghesia ed il proletariato, che è un modello
destinato a scomparire, se non già scomparso. Gli Stati Uniti, attori
protagonisti della Quarta Guerra mondiale in corso, sono secondo Preve
un nuovo tipo di impero: messianico, geopolitico e culturale. Messianico
(per quanto si tratti di un messianesimo quasi del tutto privo di
secolarizzazione) in quanto sono loro a detta dell’ex presidente Clinton
“l’unico paese indispensabile al mondo“. Geopolitico in quanto rinuncia
ad un controllo capillare e formale dei propri feudi, ma si limita
a disseminare il pianeta di basi militari in appoggio alla protezione
dei propri traffici, nonché dei separatisti di turno (secondo la logica
del divide et impera). Culturale perchè in grado di radicare nei propri
sudditi una forma di linguaggio e di pensiero delle quali non ci si
riesce tanto facilmente a liberare, come per esempio che gli USA,
rispetto a Saddam, Milosevic, Chavez, Castro…, sono il male minore,
quindi va bene tutto così: tutto ciò ci porta a non ritenere meno
pericolosi quelli che dovrebbero essere gli alleati nel cammino da
compiere. Preve indica la via eurasiatista - poliversale - federale
come via di uscita, avvertendo che la Quarta Guerra Mondiale è la
prima guerra culturale e geopolitica (anziché nazionalistico - ideologica)
spiegabile con le categorie di Habermas della grammatica delle forme
di vita e della colonizzazione della vita quotidiana del suddito consumatore.
Capire questo passaggio è il primo indispensabile passo per arrivare
alla vittoria.
Giovanni Di Martino (www.mirorenzaglia.org) |
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