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Sermonti non ha peli sulla lingua: rivisita con piglio critico
cento anni di "storia patria" secondo la sua visione politica
- e, diciamolo francamente, questo costituisce già di per
sé una notevole novità in campo storiografico. Le
poco più di duecento pagine del volume contengono almeno
altrettante confutazioni di luoghi comuni, spesso stese con quella
vivacità di chi sa di affermare tesi controcorrente ed ha
una forte motivazione ideale. Certo, alcune pagine arrivano a vibrare
di una tensione "nazionalista" che difficilmente si potrebbe
condividere in toto: ma in generale il libro è scritto davvero
bene, e ha il pregio fondamentale della rivisitazione in chiave
critica. ("La Padania", 9 marzo 2002)
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