 |
Militia est vita hominis super terram, dice
un versetto del libro di Giobbe. E alla frase veterotestamentaria
così risponde la celebre sentenza di Seneca: vivere militare
est. È per l'appunto dall'opera del grande esponente dello
stoicismo romano che l'Autore del presente studio (
) ha estratto
decine d'espressioni di analogo significato, ordinandole organicamente
in un unico quadro, dal quale risulta, per citare Max Pohlenz, che
"il Romano rimane volentieri affezionato all'idea che la vita
è una battaglia" (
) La dottrina senecana della
vita come militia viene dunque ricondotta dall'Autore, attraverso
l'arcaica nozione romana del bellum vissuto come rito sacro e come
simbolo di azione restauratrice dell'ordine cosmico, all'analogia
tradizionale tra "grande guerra santa" e "piccola
guerra santa", per usare una terminologia che si fonda su un
famoso hadîth del Profeta Muhammad. Il confronto tra lo stoicismo
di Seneca e le dottrine tradizionali evidenzia, secondo Billi, il
limite inerente alle filosofie morali, limite che l'Autore coglie
ed evidenzia in maniera sintetica ma efficace nell'ultimo capitolo
del suo saggio. ("Malacoda", 16, genn.-febbr. 1988)
|