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Dalla prefazione di Massimo Maraviglia:
(
) Il mondo oggetto di studio di cui si occupano
i saggi di Buela, Cumin e Pietropaoli, sono i rapporti internazionali.
Nel primo dei testi in questione si sottolinea la portata storico-politica
che ha per Schmitt il concetto di katéchon quando si tratti
di opporsi alla deriva di unumanità uniforme e appiattita
su una sola visione del mondo, ossia al prometeismo orizzontale,
materialistico e nichilistico della tecnica e al cosmopolitismo
che ne discende. (
)
Il saggio di Cumin, operando una precisa contestualizzazione storico-genetica
delle dottrine giusinternazionalistiche di Schmitt, di cui vengono
anche messi in luce i legami con gli avvenimenti politici cui lAutore
assistette, espone in modo chiaro e profondo la sua dottrina sulla
guerra. (
)
Ma parlando di comportamento concreto degli uomini, cioè
di concretezza, facilmente sovviene il concetto di ordinamento concreto,
su cui insiste Pietropaoli. Si tratta di un punto di vista quanto
mai appropriato per comprendere il pensiero giuridico di Schmitt,
anche e soprattutto perché diventa occasione per fare chiarezza
su molti luoghi comuni, quelli, nella fattispecie, che nascono dal
fatto che il tema è stato introdotto negli anni Trenta e
quindi è stato spesso oggetto di critiche e fraintendimenti
legati alla coeva adesione dellAutore al nazionalsocialismo.
(
)
Recensione di Giacomo Guarini su Eurasia-Rivista.org |