Mohammed
Hassan Askari, India: tradizione e modernismo, pp. 64,
6,20 |
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L'autore, professore all'Islam College dell'Università
di Karachi, ha scritto questo saggio in seguito alla pubblicazione
degli Studi sull'induismo di René Guénon, per precisare la natura
dei rapporti tra Islam e tradizione indù. Askari ricorda che già agli
inizi del secolo all'università di Allahabad, un tempo grande centro
intellettuale indù, si preferiva rinvenire lo "spirito indù" più nella
poesia e nella letteratura occidentale che non negl'inni vedici. Profondamente
convinto che all'origine dell'induismo vi sia una serie di rivelazioni
profetiche procedenti dalla medesima Fonte divina che ha ispirato
tutti gli autentici profeti e messaggeri di Allah, Askari sostiene
che la propaganda antiislamica proviene da indù modernisti totalmente
ignari della loro tradizione. Opportunamente, quindi, nella nota introduttiva
viene ricordato che l'Atharvaveda preannunciò l'avvento di un "uomo
di lode" (espressione corrispondente al significato dell'arabo Muhammad)
in un paese in cui i mezzi di trasporto sono i cammelli. Ancora più
esplicito il Bhavisya Purana, che cita il Profeta dell'Islam chiamandolo
Mahamad e conferendogli il titolo di "grande spirito abitatore del
deserto" e preannunciando addirittura la conquista dell'India da parte
dell'Islam, cosa che poi avvenne effettivamente, coi conquistatori
Mogol. ("Comunità Islamica", dicembre 1990) |
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