Robert
Brasillach, I fratelli nemici, pp. 32,
4,20 |
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Nei due fratelli nemici Brasillach vede una situazione
paradigmatica che si rifrange e si ripete in molteplici episodi della
storia; in particolare nelle vicende della Francia divisa fra collaborazionisti
e résistants. Per Brasillach i due fratelli costituiscono i due aspetti
di una totalità, i poli di una realtà unitaria: termini complementari,
non entità irriducibili. Sembra dunque che Brasillach abbia intraveduto,
al di là del manicheismo che ordinariamente si connette alla prospettiva
del soldato politico, il significato totale, cosmico, dello scontro
mortale che lo vedeva parte in causa. Sembra, cioè, essere riuscito
a trascendere sul piano della comprensione intellettuale degli eventi
la propria posizione particolare, per attingere una posizione che
si potrebbe definire "organicistica". ("Il nuovo diario", IV, 3, 24
gennaio 1987) |
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