Ruhollah Khomeyni, Citazioni, pp. 48, 5,14
Alcuni brani tratti da scritti dell'ayatollah e da interviste da lui concesse. Ne risulta, certo, il quadro di un uomo profondamente assorbito dal ruolo carismatico che si è assunto; un uomo che, nonostante la sua conoscenza del mondo occidentale e non-musulmano, si sente anzitutto (e, diremmo, esclusivamente) un musulmano, e pensa e lavora in funzione dell'Islam. (…) Oggi, Khomeyni è senza dubbio impopolare in Occidente, e per molti motivi. È certo un uomo ispido, difficile, "pericoloso" in un senso molto ampio. È strano che si dimentichi tuttavia che questo mistico ottantenne è un uomo di grandi tradizioni politiche, un uomo di coraggio, un oppositore coerente del regime monarchico occidentalizzante, un estimatore cauto e severo di Mossadeq, un uomo perseguitato a lungo e duramente (la Savak gli ha anche ucciso un figlio, nel '77). Ed è un uomo politico, anche se non secondo i canoni occidentali. Comprenderlo, o almeno fraintenderlo un po' meno, può aver importanza per capire che cosa sta succedendo in una regione vitale della nostra terra. (Franco Cardini, "Antologia Vieusseux", 59, luglio-settembre 1980)
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