Michel
Vālsan, Il cofano di Eraclio, pp. 60,
5,20 |
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Il libro del tradizionalista Vālsan, unico nel
suo genere, si occupa della figura leggendaria dell'imperatore bizantino
Eraclio, contemporaneo del Profeta Maometto. Secondo la leggenda,
egli avrebbe posseduto uno scrigno diviso in comparti, in cui erano
custodite le immagini dei profeti della terra, da Adamo fino a Maometto.
Partendo da questa leggenda, l'autore risale al significato della
cassa, simbolo che si ritrova nelle tradizioni di molti popoli antichi.
(
) Esso rappresenta il veicolo materiale che racchiude la Tradizione,
la Conoscenza, la luce iniziatica. ("Il Conservatore", XVII, 8, settembre
1989)
Il volumetto riporta in traduzione italiana una serie di scritti che
concernono il simbolo del tābūt, definito archetipo di vari supporti
sensibili della Presenza divina, come l'Arca dell'Alleanza, la cesta
di Mosč bambino ed anche lo scrigno di Eraclio. L'opuscolo, dopo una
nota introduttiva molto interessante, presenta uno scritto su uno
studio di di Muhammad Hamidullah, uno sul cofano di Eraclio e la tradizione
del Tābūt adamico. A conclusione figura infine Il Tabot etiopico a
cura di Denys Roman. ("Giornale dei Misteri", 174, marzo 1986 ) |
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