|
Shamir fa strame dell'argomento "olocaustico", da lui respinto
come un ricatto puro e semplice: "Dobbiamo negare il concetto
di Olocausto senza dubbi ed esitazioni, anche se tutte le storie dell'Olocausto,
fino alla versione più assurda, quella di Wiesel, fossero assolutamente
vere. Ne consegue che le discussioni tecniche sulla mortalità
ebraica sono perfettamente legittime ma superflue, come superflua
è per un ateo la diatriba se una balena abbia potuto o meno
ingoiare Giona".
Quella di Shamir non è una battaglia per la verità
storica. Quello che egli rifiuta è la posizione di (pseudo)superiorità
morale che in tal modo gli ebrei del mondo intero si attribuiscono.
Lo si vede bene in questi giorni, quando si spandono dappertutto
gli slanci di solidarietà delle comunità ebraiche
verso una politica di massacro dei civili, delle donne e dei bambini
che nessun altro al mondo approverebbe.
Tutti i codici penali dicono che la complicità col crimine
è un crimine. Fanno eccezione gli autoproclamati dirigenti
ebraici. Essi hanno costruito una fortezza morale che li protegge,
ma isolandoli. Shamir la vuole smantellare. Ecco perché egli
è solo, del tutto sconosciuto in Israele, vagamente denunciato
come "antisemita" all'estero, come lo è ogni persona
normale che non accetta la glorificazione dei crimini contro l'umanità,
commessi sotto i nostri occhi ogni giorno che passa, dal 1936...
(
)
La presente raccolta si conclude con un testo che analizza le relazioni
instauratesi nella nostra epoca tra il giudaismo organizzato - spesso
in forma di sionismo - e le grandi potenze. E' un vastissimo dominio,
nel quale Shamir è molto attivo. Egli ha pubblicato numerosi
articoli su questo tema. Qui egli si occupa della Dichiarazione
Balfour, degli Stati Uniti, del tabù del "potere ebraico",
di Stalin e, argomento più originale, del modo in cui gli
ebrei americani hanno approfittato del fatto di essersi messi più
o meno alla testa del movimento d'emancipazione dei negri americani.
Qui c'è qualcosa da scavare, tanto più che il periodo
inaugurato dalla presidenza di Obama avrà proprio tale questione
come immagine di sfondo.
L'Autore: Israel Shamir, diventato Adam Shamir dopo la sua
recente conversione allOrtodossia, è nato nel 1947
a Novosibirsk, in Siberia. Espulso nel 1969 dalluniversità
per attività sovversiva, ha lasciato lURSS e si è
stabilito nella Palestina occupata dai sionisti. Girando per il
territorio palestinese in qualità di corrispondente del giornale
Haaretz, ha scoperto lassurdità del
progetto di uno stato ebraico; attraverso unintensa attività
letteraria e giornalistica, ha denunciato i crimini sionisti e si
è fatto sostenitore di un unico Stato palestinese tra il
Giordano e il Mediterraneo, nel quale possano rientrare i Palestinesi
scacciati dalle loro case ed espropriati della loro patria. Nel
2002 suo figlio è stato arrestato, deportato ed espulso per
aver rifornito di cibo e medicine i Palestinesi assediati nella
Basilica della Natività.
|