Julius Evola, Esplorazioni e disamine.
Gli scritti di "Bibliografia Fascista", voll. 2, pp. 280+280,
15,43 + 14,40 |
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Fra il marzo 1934 e il marzo 1943, quindi lungo l'arco esatto di dieci
anni cruciali per la storia d'Italia, si colloca la collaborazione
di Evola a "Bibliografia Fascista", la rassegna mensile
della Confederazione Fascista dei Professionisti e Artisti che usciva
a Roma sin dal 1926 sotto la direzione prima di Alessandro Pavolini
e poi di Cornelio Di Marzio. Si tratta in tutto di cinquanta fra articoli
e saggi lunghi o brevi e di recensioni di libri (
) Si tratta,
quindi, di una raccolta non basata su specifici argomenti, sul tipo
di quelle uscite negli ultimi anni, ma si è preferito il criterio
di pubblicare la globalità degli scritti di un periodico. Tuttavia,
come ricorda l'editore in una breve nota introduttiva, questi scritti
evoliani di "Bibliografia Fascista" potrebbero essere ricondotti
essenzialmente a tre filoni tematici: 1) quello "storico"
(mondo antico e medievale); 2) lo studio delle dottrine e sistemi
politici del '900; 3) tematiche e figure della "Rivoluzione Conservatrice".
(Renato del Ponte, "Mos Maiorum", marzo 1995) |
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