René
Guénon, La metafisica orientale, pp. 100, 7,71 |
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Il libro di Guénon si apre con il testo di una conferenza tenuta
alla Sorbona il 17 dicembre 1925. Ad essa sono stati aggiunti tre
lunghi articoli: Lo spirito dell'India, Taoismo e Confucianesimo e
L'esoterismo islamico. Tema del libro è la metafisica orientale,
cioè una conoscenza di origine divina che trascende l'esperienza
e che è considerata superiore all'azione umana dai Veda, dal
Libro della Via e della Virtù di Lao Tze e dall'esoterismo
islamico. Guénon si preoccupa di precisare ai lettori occidentali
sprovveduti che il "non agire" non deve essere confuso con
l'apatia, ma con l'imperturbabilità del saggio che vive in
un eterno presente guardando il mondo con imparzialità dall'"Occhio
di Shiva", dall'"Invariabile Mezzo" del Taoismo. (
)
L'opera di Guénon è di perenne attualità, poiché
- come scrive egli stesso nel 2° capitolo - è sufficiente
che alcuni conservino integralmente la vera conoscenza, per essere
pronti, quando i tempi saranno compiuti, a salvare tutto ciò
che del mondo attuale potrà ancora essere salvato e che diverrà
il germe del mondo futuro. ("Il Conservatore", XVI, 9, settembre
1988) |
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