Dom Antonio G. Pernety,
Le favole egizie e greche, pp. 420, 23,14 |
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All'origine di questo libro del Pernety, un vero
e proprio "classico" della letteratura ermetico-alchemica,
sta la tesi secondo cui Ermete Trismegisto, e dopo di lui tutti i
filosofi ermetici, avrebbero deciso di affidare i segreti del loro
sapere ai geroglifici, ai simboli, alle allegorie e alle favole. I
miti dell'antichità, dunque, sarebbero in realtà racconti
simbolici che parlano in maniera cifrata di un solo e unico argomento,
cioè di quell'Arte che gli Egizi trasmisero ai Greci. Quindi
il Pernety si sforza di interpretare in chiave ermetica la storia
di Iside e Osiride, la genealogia degli dèi greci, le feste
e i giochi istituiti in onore degli dèi, il ciclo delle fatiche
di Ercole, l'epopea della guerra di Troia, il descensus ad inferos
di Enea e cerca di rintracciare il significato "filosofico"
degli animali e delle piante venerati dagli Egizi. (
) Le argomentazioni
del Pernety sono sotenute da continui richiami a brani di altri autori
ermetici, il che riporta ad unità e convergenza di significato
testi che spesso sembrano contraddirsi l'uno con l'altro. ("Orion",
182, novembre 1999) |
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