Eurasia 1-2007

recensioni

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Autore: AA. VV.
Pagine: 264
Data di pubblicazione: 2007
Collana: Eurasia, Rivista di studi Geopolitici
Prezzo: 18.00 euri
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Editoriale

L’Europa: prospettive per il XXI secolo (Tiberio Graziani)

Eurasiatismo

Il problema ucraino (Nicolaj S. Trubeckoj)
Radici dell’identità culturale e politica europea (Côme Carpentier de Gourdon)
Europa e Occidente (Claudio Finzi)
Da Augusto a Stalin.
I momenti salienti del processo d’integrazione europeo (Claudio Mutti)

Dossario: Tra un’Unione e l’altra

La Repubblica dell’Alto Karabakh (Yves Bataille)
L’emergente gigante russo (F. William Engdahl)
La questione nazionale nell’Unione Sovietica (Andrea Forti)
La costruzione d’una docilità “cattolica” dell’Europa (Marek Glogoczowski)
L’arsenale strategico della Federazione Russa (Alessandro Lattanzio)
Geopolitica recente, attuale e futura nei territori dell’ex Jugoslavia (Dragan Mraovic)
Il significato geopolitico dello spazio romeno (Ion Pâlsoiu)
La Russia e l’Europa (Daniele Scalea)

Interviste

Sergej AN. Baburin, vicepresidente della Duma (Tiberio Graziani, Stefano Vernole)
Enrico Galoppini, arabista, redattore di “Eurasia” (Mustafa Jazairi)
Khaled Haddade, Segretario generale del Partito Comunista libanese (Dagoberto Bellucci)
Fabio Mini, Generale di Corpo d’Armata in ausiliaria (Tiberio Graziani)
Sergio Romano, storico, ex diplomatico (Tiberio Graziani)
Abolfazl Zohrevand, ambasciatore iraniano presso la Repubblica Italiana (Dagoberto H. Bellucci)
Danilo Zolo, filosofo del diritto, Università di Firenze (Tiberio Graziani)

Recensioni e postille

Geopolitica (Alain de Benoist)
Il Vicino Oriente nel nuovo sistema internazionale (Hassan Najem)
Considerazioni su due guerre (Spectator)
Un grand peuple élu. Messianisme et antieuropéanisme aux Ètats-Unis des origines à nos jours di Romolo Gobbi (Claudio Mutti)
Friedrich Engels e il problema dei popoli “senza storia”, Roman Rosdolsky (Claudio Mutti)
Constantin Noica e la dignità dell’Europa (Claudio Mutti)
Oltre l’Occidente. Critica della Costituzione Europea di Agostino Carrino (Federico Roberti)
Dall’URSS alla Russia di Evgenij M. Primakov (Daniele Scalea)

 

Probabilmente il principale merito di “Eurasia. Rivista di Studi Geopolitici” è di lavorare intorno a un’ipotesi, appunto, geopolitica, ma ben precisa: quella del “riorientamento” geostrategico dell’Europa verso Mosca e il mediterraneo. Il tutto, nel quadro di una visione multipolare della politica internazionale, in grado di contrastare il crescente unipolarismo egemonico degli Stati Uniti.
Ora, il “disegno” di “Eurasia” può convincere o meno, ma non può essere liquidato come utopistico o peggio ancora antiscientifico. La rivista è molto seria e va letta con la massima attenzione, almeno per due ragioni.
In primo luogo, perché oltre a essere ben diretta dall’eccellente ideologo eurasista (si dice cosi?) Tiberio Graziani, si avvale di uno stuolo di preparatissimi redattori collaboratori (il meglio di certa intelligenza eterodossa, e non solo italiana), come Yves Bataille. Aldo Braccio, Aleksandr Dugin, Enrico Galoppini, Claudio Mutti, Daniele Scalea, Martin A. Schwarz, Ernest Sultanov, Stefano Vernole e altri ancora. Il che spiega il vigore ideologico e il rigore scientifico con cui vengono trattati gli argomenti affrontati in ciascuno dei 9 fascicoli finora usciti, a far tempo dal 2004.
In secondo luogo, la rivista vuole parlare al mondo. Il che è lodevole. Pertanto, pur provenendo alcuni suoi membri dall’ universo della destra radicale (o se si preferisce “non conformista”), “Eurasia” auspica e pratica la ricerca di apporti a tutto campo. Si pensi, ad esempio, e solo per fare un nome, alla regolare e preziosa collaborazione di Costanzo Preve, autore di pregevoli contributi sul rapporto tra marxismo e geopolitica. Insomma, “Eurasia” è una rivista aperta al pluriverso delle idee e capace di trattare scientificamente argomenti complessi e “politicamente scorretti”, come quello di un ‘alleanza Euro-Russa. E si tratta di una questione, che solo all’osservatore superficiale, o succube del più vieto atlantisimo ideologico, può apparire non in linea con la futura agenda politica europea.
Ma veniamo all’ultimo fascicolo, il n. 1/2007 ( pp. 263 – euro 18 – http://www.eurasia-rivista.org/ ).
La rivista si apre con un’interessante riflessione di Tiberio Graziani (L’Europa per il XXI secolo, pp. 5-12), dove si pone l’accento, e giustamente, sulla mancanza di una “coscienza geopolitica” europea. Ma anche sulla necessità di recuperarla, per andare oltre la “subalternità geostrategica in un sistema unipolare” dominato dagli Stati Uniti. “Dialogo eurasiatico e pax mediterranea – ribadisce Tiberi – sono i due vettori cha definiranno lo scenario geopolitico dell’Europa del XXI secolo, se gli europei lo vorranno” (p. 10).
Nella sezione “Eurasiatismo” spicca l’ articolo di Nikolaj Trubeckoj (Il problema ucraino, pp. 13-27), dove la distinzione tra cruda lotta per la vita e creatività culturale, o se si preferisce tra natura e cultura, poggia su quest’ultima come chiave per riaffermare l’ indipendenza culturale ucraina, non come prolungamento di un gretto biologismo nazionalista, ma quale “ individuazione particolare – ucraina – della cultura panrussa” (p. 27).
Nel “Dossario”, intitolato “Tra un’Unione e l’altra” (probabilmente per descrivere la complicata transizione dall’Unione Sovietica a quella post-Sovietica, tuttora in atto), risalta il denso articolo di Andrea Forti (La questione nazionale nell’Unione Sovietica” pp. 107-124). Dove si sottolinea il fatto che Stalin, per conciliare stato e marxismo, introdusse per qualificare e giustificare lo stato socialista, “l’ambigua formula ‘socialista nel contenuto e nazionale nella forma”, accettando, suo malgrado, l’idea del “carattere spirituale” delle “culture nazionali”. Il che, scrive Forti, “sembra essere una dichiarazione di resa del marxismo stesso il quale, nato come brillante analisi storico-economica, non è riuscito a tradursi in un concreto principio generativo di un ordine politico alternativo a quello statale tradizionale, territoriale e radicato in un’identità storica e/o etnazionale”, proprio per aver ignorato, o comunque trattato in maniera ambigua e inadeguata, come nel caso di Stalin, gli aspetti culturali (o “spirituali”) dell’agire collettivo e storico (p. 122). In argomento, si veda pure il notevole articolo di Costanzo Preve, Stalin fra Comunismo e geopolitica , più benevolo (ma fino a un certo punto) verso l”Uomo d’Acciaio”, apparso però in un numero precedente (“Eurasia” n.2/2005, pp. 117-135). Infine ricordiamo, anche come esempio del rigore documentario della rivista, il saggio di Alessandro Lattanzio sull’ Arsenale strategico della Federazione Russa (pp. 133-147). Dettagliatissimo. Tutta da leggere la “canonica” sezione riservata alle interviste (pp. 193-232). Con interviste a Sergej N. Baburin (vicepresidente della Duma), Enrico Galoppini (valente arabista), Khaled Haddade (segretario generale del partito comunista libanese), Fabio Mini (generale), Sergio Romano (storico, ex diplomatico), Abolfazl Zohrevand (ambasciatore iraniano presso la Repubblica italiana), Danilo Zolo (filosofo del diritto).
Infine, nelle sezione “Recensioni e postille” vanno segnalati un testo di Alain de Benoist (Geopolitica, pp. 235-236); tre interessanti recensioni di Claudio Mutti, in particolare quella dedicata a Romolo Gobbi, Un grand peuple élu. Messianisme et antieuropéanisme aux Etats-Unis des origines à nos jours, Parangon, Lyon 2006, versione francese, aggiornata dall’autore, del precedente America contro Europa (pp. 249-250); nonché, dulcis in fundo, la meditata recensione di Federico Roberti al testo di Agostino Carrino, Oltre l’Occidente. Critica della costituzione europea, Dedalo, Bari 2005 (pp.257-258).

Carlo Gambescia, “Lo scaffale delle riviste”, maggio ’07

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