La quarta guerra mondiale

recensioni

.
Autore: Costanzo Preve
Pagine: 192
Data di pubblicazione: 2008
Collana: Metropoli e campagne
Prezzo: 20.00 euri
.

La Quarta Guerra Mondiale è un libro che tutti dovrebbero leggere, mentre paga l’isolamento in cui Preve è confinato: l’isolamento eremitico della lotta tra fascismo ed antifascismo ad opera degli “intellettuali Maginot”, lotta alla quale lui è del tutto estraneo e disinteressato. Ma il risultato è quello della logica degli opposti estremismi: il sistema si rafforza, e quasi nessuno legge i libri di Preve. La Terza Guerra Mondiale termina con il rovesciamento della così detta teoria della convergenza: i due sistemi rivali non si avvicinano a poco a poco, ma uno dei due, il vincitore, il capitalista, si radicalizza e vince proprio grazie alla propria radicalizzazione. Per capire la vittoria degli Stati Uniti e la loro marcia sul mondo è necessario, secondo Preve, capire il loro capitalismo, assoluto in quando tendente alla conquista assoluta dl mondo, ma nel contempo flessibile e rivoluzionario. Senza più classi sociali, e dunque pericolosissimo, perchè difficile da individuare. Preve mette in luce giustamente come negli Stati Uniti ci siano da sempre una borghesia ed un proletariato, una destra ed una sinistra, un grosso apparato sindacale, ma come tutto ciò sia stato, nel tempo (ed oggi ancora di più) irrilevante.La Terza Guerra Mondiale termina senza sconfitti militari, in quanto gli sconfitti sono implosi. L’URSS, infatti, secondo Preve, è scomparsa per il combinarsi di tre fattori: la conversione al capitalismo dei nuovi ceti medi (burocrati corrotti compresi), l’introduzione ingente di capitali stranieri e l’apatia consolidata della classe operaia/proletaria, ormai solo più formalmente base sociale di riferimento del sistema. A tali fattori chi scrive ne aggiungerebbe un quarto, altrettanto importante: l’essere riusciti Reagan e Bush padre a far credere all’incapace Gorbaciov (futuro premio Nobel per la pace, nonché “colomba bianca” della cinematografia hollywoodiana, e nel contempo formale responsabile degli eccessi russi in Afghanistan, ma sono dettagli) di avere lo scudo spaziale, in modo che l’URSS sottraesse ulteriormente soldi al sociale per implementare la ricerca militare (il tutto ad accordi di disarmo conclusi e bilateralmente non rispettati). Ma se ci si sofferma sulla prima causa dell’implosione, ossia la riconversione dei nuovi ceti medi si nota che in realtà la l’URSS crolla a causa di un lento e maestoso processo sociale e strutturale di dissolvimento progressivo. E questo, avverte genialmente Preve, è spiegabile alla luce di Marx (che esce dalla porta con la sconfitta di un sistema formalmente a lui ispirato, ma ritorna dalla finestra come il fornitore della chiave per interpretare tutto). E la Russia post sovietica si riconverte proprio al capitalismo assoluto made in USA, non al capitalismo europeo, quello con la borghesia ed il proletariato, che è un modello destinato a scomparire, se non già scomparso. Gli Stati Uniti, attori protagonisti della Quarta Guerra mondiale in corso, sono secondo Preve un nuovo tipo di impero: messianico, geopolitico e culturale. Messianico (per quanto si tratti di un messianesimo quasi del tutto privo di secolarizzazione) in quanto sono loro a detta dell’ex presidente Clinton “l’unico paese indispensabile al mondo“. Geopolitico in quanto rinuncia ad un controllo capillare e formale dei propri feudi, ma si limita a disseminare il pianeta di basi militari in appoggio alla protezione dei propri traffici, nonché dei separatisti di turno (secondo la logica del divide et impera). Culturale perchè in grado di radicare nei propri sudditi una forma di linguaggio e di pensiero delle quali non ci si riesce tanto facilmente a liberare, come per esempio che gli USA, rispetto a Saddam, Milosevic, Chavez, Castro…, sono il male minore, quindi va bene tutto così: tutto ciò ci porta a non ritenere meno pericolosi quelli che dovrebbero essere gli alleati nel cammino da compiere. Preve indica la via eurasiatista – poliversale – federale come via di uscita, avvertendo che la Quarta Guerra Mondiale è la prima guerra culturale e geopolitica (anziché nazionalistico – ideologica) spiegabile con le categorie di Habermas della grammatica delle forme di vita e della colonizzazione della vita quotidiana del suddito consumatore. Capire questo passaggio è il primo indispensabile passo per arrivare alla vittoria.

Giovanni Di Martino (www.mirorenzaglia.org)

Carrello

Il tuo carrello è vuoto